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Mercoledì, 18 Luglio 2018 15:11

Tueur en pages

TUEURS EN PAGES. ENQUETE SUR QUELQUES ROMANS POLICIERS A LA FIN DU XXEME SIECLE
 

 Francesca Lovece

Editore: B.A. Graphis, Bari
Coll. Marges critiques / Margini critici, n. 2
2004, pp. 212.

 

INDICE

 

Préface. Le chantier du roman de Matteo Majorano
Prefazione. Il cantiere del romanzo di Matteo Majorano
Introduction. Un genre sous échec

1. Histoire minime des littératures policières

1.1. La naissance du roman policier
1.2. De roman populaire à roman à énigme
1.3. Le roman criminel
1.4. L’âge d’or du roman-problème
1.5. De l’hard-boiled au roman noir
1.6. Le roman de série noire
1.7. Le polar: suspense, espionnage et autres séries
1.8. Le néo-polar
1.9. Le présent des littératures policières

2. Des squelettes de romans

2.1. Éthique en toc
2.2. 1280 âmes
2.3. Chasse à l’homme
2.4. Ne crie pas
2.5. La crème était presque parfaite
2.6. Peabody met un genou en terre
2.7. Question de symétrie
2.8. Le concile de pierre

3. Le fil noir du temps

3.1. Le bout ultime du fil

3.1.1. La fin presque parfaite
3.1.2. La normalité pas normale
3.1.3. L’ouverture possible

3.2. Commencements de la mort

3.2.1. L’apprentissage du suspense
3.2.2. Le temps quantique
3.2.3. Le rythme des personnages

 4. Les faiblesses des enquêteurs

4.1. Les mensonges de l’Histoire
4.2. La charge des dépendances
4.3. La phobie de la chair

5. Pour l’amour d’un assassin

5.1. La famille
5.2. Le désir sexuel
5.3. La fugue d’amour

6. L’esthétique du crime

6.1. Meurtres en famille
6.2. La voix de l’assassin
6.3. L’écrivain est un bon assassin

7. La hiérarchie des victimes

7.1. Trois victimes choisies
7.2. Des victimes rituelles
7.3. La technique avant la victime
7.4. Des victimes sérielles

Conclusion. Pour achever cette enquête et comprendre

Bibliographie

1. Romans policiers des auteurs sélectionnés pour l’année 2000
2. Autres romans des auteurs sélectionnés
3. Romans de référence d’autres auteurs
4. Matériaux critiques
5. Bibliographie essentielle sur le genre policier

Index des noms

 

 

Mercoledì, 18 Luglio 2018 14:47

Le goût du roman

LE GOUT DU ROMAN. LA PROSE FRANÇAISE: LIRE LE PRESENT

A cura di Matteo Majorano

 

Editore: B.A. Graphis, Bari
Coll. Marges critiques / Margini critici, n. 1
2002, pp. 320.

 

INDICE

Matteo Majorano, Introduction / Introduzione

L’extrême contemporain et ses imaginaires

Matteo Majorano, Poussière de romans
Olivier Rolin, Un écrivain doit-il aimer son époque?
Dominique Viart, Les “Fictions critiques” dans la littérature contemporaine
Pierre Bergounioux, L’invention du présent
Ida Porfido, Le questionnement de l’histoire par le roman
Tiphaine Samoyault, L’amitié
Valeria Gramigna, Confessions d’un lecteur

Eclairages: approches ciblées

Maryline Desbiolles - Fabrizio Versienti, Entretien
Liana Nissim, L’extrême contemporain dans les marges. Trois cas exemplaires
Etienne Rabaté, Lecture de L’Adversaire d’Emmanuel Carrère: le réel en mal de fiction
Marie Thérèse Jacquet, Ecrire en crabe
Marinella Termite, Respire de Anne-Sophie Brasme: un début d’écriture?
Gianfranco Rubino, Didier Daeninckx: le poids du passé
Emanuele Trevi, “...dans un abject paroxysme”. Sulla poesia di Michel Houellebecq
Marc Dambre, Olivier Rolin romancier et les “puissances orageuses de l’histoire et des lettres”
Rosanna Gorris, “Venus d’ailleurs”: Agota Kristof et les autres
Franca Bruera, De l’authentification de la fiction à la fictionnalité du réel: Une autre histoire de la littérature française de Jean d’Ormesson
Sara Bonomo - Antoine Volodine, Entretien

L’extrême contemporain: ponts entre deux cultures

Franco Cassano, France-Italie: confrontation d’identités
Gérard Bobillier, Un point de lucidité
Daniela Di Sora, Avventure di un’autrice francofona in Italia:il caso Amélie Nothomb
Simone Caltabellota, La politica editoriale di Fazi e la scena letteraria francese contemporanea
Francesca De Cesare, Invito a leggere i romanzi

Matteo Majorano, Conclusions / Conclusioni
Index des noms

 

RECENSIONI

Neef Jacques, "Le Goût du roman, Sous la direction de Matteo Majorano [compte-rendu]", Littérature,  Année 2002, 128, pp. 121-123

Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:34

Marie NDiaye, Niente di umano

MARIE NDIAYE, NIENTE DI UMANO.

Con testo originale a fronte.

Introduzione e traduzione di Ida Porfido.

Tradurre. Edizioni B.A. Graphis, 2009.
 

ISBN 978-88-7581-134-1
 

 

Niente di umano è un’opera composta in occasione della quinta edizione del Festival Temps des Paroles, organizzato nel 2004 intorno al tema dei “fantasmi”. Due donne, Bella e Djamila, desiderano con forza lo stesso appartamento. Un tempo erano molto vicine, persino amiche. Ma una era ricca, l’altra no. Il passato, uno dei fantasmi dell’opera, impone il perseguimento di una rivincita. Così le due protagoniste si dilaniano sotto gli occhi di un uomo, Ignace, e le parole escono loro di bocca in maniera disordinata, delirante, misteriosa. E poi c’è la presenza di una strana bambina, la figlia di Djamila, “una piuma”, “un sospiro”, una corrente d’aria gelida, l’incarnazione di una tenera infanzia o di una cattiva coscienza...


Marie NDiaye è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali e libri per ragazzi. Ha cominciato a scrivere molto presto e, a soli diciassette anni, ha pubblicato il suo primo romanzo, Quant au riche avenir, riscuotendo i consensi della critica. Tuttavia, è con Rosie Carpe, del 2001, che ha ottenuto un ampio e indiscusso succeso, tanto da aggiudicarsi il Prix Femina.
Benché considerata un’autrice di opere in prosa, Marie NDiaye ha scritto anche numerosi testi teatrali, tra cui Papa doit manger, nel 2003, che ormai figura nel repertorio della Comédie Française. Nel 2009 ha vinto il premio Goncourt.

Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:28

Olivier Cadiot, Fairy Queen

OLIVIER CADIOT, FAIRY QUEEN.

Con testo originale a fronte.

Traduzione di Ida Porfido.

Tradurre. Edizioni B.A. Graphis, 2008.
 

ISBN 978-88-7581-112-9
 

 

Fairy queen è un’opera ambientata nella casa parigina dove, tra la prima e la seconda guerra mondiale, la scrittrice americana Gertrude Stein ha vissuto con Alice Toklas, compagna e segretaria tuttofare. Narra di una giovane artista che viene invitata a pranzo dalla papessa dell’avanguardia europea e si esibisce davanti ai suoi illustri ospiti.
Frugando nell’intimità delle sue celebri donne, e divertendosi a mostrarci una Stein tanto pronta a lanciarsi in brillanti disquisizioni estetiche quanto a stramazzare al suolo completamente ubriaca, l’autore invita il pubblico a partecipare a un’avventura umana e intellettuale tra le più straordinarie del Novecento.
 

Olivier Cadiot è una figura orginale di poeta, drammaturgo, romanziere e critico contemporaneo. Indagando con acume i legami tra passato e presente, sin dai suoi esordi ha saputo immaginare una serie di storie e personnagi (tra cui il ricorrente Robinson Crusoe) che sembrano trovare nel palcoscenico il luogo più adatto per dispiegare la loro energia propulsiva. La questione della velocità, con il suo doppio regime di accelerazione e decelerazione, infatti, è al centro del suo lavoro di ricerca, insieme all’oralità, che rende la sua lingua inconfondibile, di volta in volta lirica e iperrealista, irresistibilmente ludica e audace.

Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:16

Jöel Pommerat, Questo figlio

JÖEL POMMERAT, QUESTO FIGLIO

Con testo originale a fronte.

Traduzione di Ida Porfido.

Tradurre. Edizioni B.A. Graphis, 2009.
 

ISBN 978-88-7581-081-8
 

 

Questio figlio è il risultato di un progetto commissionato a Joël Pommerat della Caisse d’allocations familiales, dipartimento del Calvados. Con il titolo Qu’est-ce qu’on a fait?, lo spettacolo ha debuttato l’8 gennaio 2003 a Hérouville-Saint-Clair, al Centre dramatique national de Normandie, con la regia dello stesso Pommerat.


Joël Pommerat è autore e regista. Nel 1990 fonda la Compagnie Louis Bouillard e inizia a presentare i suoi spettacoli nel teatro parigino de la Main d’Or. Col tempo una vera e propia rete di sostegno cresce intorno alla compagnia e consente l’allestimento della trilogia Pôles, Treize étroites têtes e Mon ami e, successivamente, di Grâce à mes yeux, Qu’est-ce qu’on a fait?, Au monde, Le petit chaperon rouge, D’une seule main, Les marchands, Cet enfant. Riconosciuta come una tra le realtà più significative del teatro contemporaneo francese, dal 2000 la compagnia riceve diversi contributi per l’attività che svolge in campo drammaturgico, mentre dal 2003 i testi di Pommerat vengono regolarmente pubblicati dell’editore francese Actes Sud-Papiers.

Mercoledì, 18 Luglio 2018 13:07

Pauline Sales, L'infusione

PAULINE SALES, L’INFUSIONE. 

Con testo originale a fronte.

Traduzione di Ida Porfido.

Tradurre. Edizioni B.A. Graphis, 2006.
 

ISBN 88-7581-060-5
 

 

L’infusione di Pauline Sales è un atto unico, privo di scene o di sequenze interne, basato su una strana, talvolta inquietante triangolazione tra esseri umani e dimensioni esistenziali. Una sera marito e moglie hanno una dicussione nel salotto di casa. L’intervento di un terzo personaggio li aiuta a spezzare il circolo vizioso dei loro rapporti e ad affrontare le conseguenze di un evento ineluttabile. I pochi oggetti in scena sottolineano il fluire del tempo e le trasformazioni in atto: un telefono che squilla ripetutamente, una tazza di tisana che passa di mano in mano, una sigaretta accesa e lasciata a metà. Di volta in volta dolenti, irati, dubbiosi o affranti, i protagonisti di quest’opera sembrano creature fantomatiche, irreali, colte nell’istante in cui varcano quel labile confine che separa la concretezza della vita dall’annientamento della morte.


Pauline Sales è attrice e autrice di teatro. La sua prima opera, Dépannage, è stata realizzata per il Festival de Blaye nell’agosto 1999 con la regia di Laurent Laffargue. Nell 2000 ha scritto per il Royal Court Theatre di Londra Il aurait suffi que tu sois mon frère, presentata a marzo 2002. La Bosse, Cake e Le Groenland sono state oggetto di letture pubbliche e messe in scena rispettivamente nel 2000, 2002 e 2004. L’infusion (2004) e Désertion (2005) sono state scritte perla Comédie de Valence con cui Pauline Sales collabora attivamente dal 2002.

Mercoledì, 18 Luglio 2018 11:15

Nouve solitudini

NUOVE SOLITUDINI. MUTAMENTI DELLE RELAZIONI NELL’ULTIMA NARRATIVA FRANCESE
 

A cura di Matteo Majorano
Quodlibet Studio. Lettere. Ultracontemporanea
Critica e storia letteraria
 

ISBN 9788874624836
2012, pp. 256
140x215 mm, brossura

 

IL LIBRO
  

La letteratura – come del resto tutte le forme artistiche – è capace di far emergere aspetti oscuri dell’esperienza umana, trasformandoli spesso in risorse vitali. Così è anche per la solitudine, condizione particolare attraversata da ogni individuo: le solitudini sono tante, almeno quante sono le esperienze umane chiamate a riempire le pagine dei romanzi. Una presunta ala “nobile” della solitudine è quella concettuale, che coesiste con una seconda, poco “aristocratica”, anzi plebea, che comprende uno straordinario e variegato catalogo: solitudini quotidiane, disperate, a volte piccole, altre infinite.

 

Così, almeno fino a qualche tempo fa, si è presentata la solitudine nella letteratura, e nella letteratura francese in maniera più marcata. Ma cosa accade oggi tra le carte del romanzo? Cosa è cambiato nella presenza di questa materia, incandescente e glaciale? La solitudine la si guadagna e la si difende, senza nemmeno più la ragione forte di essere artista? E se la solitudine non fosse né bella né brutta, ma solo umana, senza drammi e senza gloria? Se non fosse più un elemento di distinzione per nessuno, ma solo uno spazio reale della vita di ciascuno, quando la vita non ha più bisogno di finzioni? Il volume, mettendo a fuoco queste domande, prova a tracciare delle risposte, affronta casi specifici e, nel suo complesso, rappresenta una chiave d’accesso ad un tema cruciale della letteratura contemporanea, francese e non solo. (Majorano)
 

INDICE
 

Matteo Majorano, Lo stato delle cose
Matteo Majorano, L’état des choses
Matteo Majorano, Solitudes au virage
 

Solitudini da raccontare
 

Philippe Adam, Sans lunettes noires
Gianfranco Rubino, Solitudes familiales
Bruno Blanckeman, «Je ne vis pas comme ils vivent…» Imaginaires et esthétiques de la solitude dans le roman contemporain
Mathieu Riboulet, Singulier solitaire
Dominique Rabaté, Polyphonie du solitaire: le Robinson d’Olivier Cadiot
Carine Capone, Seuls, les chœurs solitaires de Laurent Mauvignier
Valeria Gramigna, Violaine Schwartz: solitude en écho
Pauline Klein, L’imposture
Jean-Bernard Vray, L’œuvre d’Yves Ravey. Exode et élection: devenir juif
Sylvie Germain, La solitude comme lieu
Marinella Termite, Géométries solitaires: Pierre Péju et Éric Reinhardt
 

Mettere in rete la solitudine

Giusi Alessandra Falco, Webcritica: voci nuove dalla rete
Alessandra Casella, La TV degli scrittori per i lettori
Jacopo Cirillo, Il rapporto tra libri e lettori nel web 2.0
Abeline Majorel, La communauté des lecteurs à l’œuvre sur le web
Anne-Sophie Demonchy, La critique littéraire sur le web: plus libre et plus propice au débat d’idées
 

Marie Thérèse Jacquet, Des solitudes, ensemble

 

Mercoledì, 18 Luglio 2018 10:11

Il ritorno dei sentimenti

IL RITORNO DEI SENTIMENTI

 
A cura di Matteo Majorano
Quodlibet Studio. Lettere. Ultracontemporanea
Critica e storia letteraria
 

ISBN 9788874626717
2014, pp. 208
140x215 mm, brossura

IL LIBRO
 

Un “fantasma” sembra aggirarsi nella letteratura francese a partire dagli anni Cinquanta del Novecento e pare destinato a rimanere tale per mezzo secolo, con una latente e, poi, dagli anni Ottanta, con una più riconoscibile capacità di produrre nuove forme o nuovi contesti letterari. Il “fantasma dei sentimenti” da tempo attraversa inquieto le pagine della narrativa, finzionale o autofinzionale, di Francia. Alcuni potrebbero, d’altronde, ipotizzare che questo “spettro” sia stato una presenza attiva, un fermento vitale, seppure dapprima minoritario, sotterraneo e sommesso (ma, forse, neppure troppo clandestino), anche nel periodo più ostile all’espressione in letteratura dei sentimenti. L’inversione di tendenza, nel romanzo francese di questo primo decennio del XXI secolo, appare sempre più netta e riconoscibile e finanche, talvolta, egemonica, se non eccessiva, come spesso succede, quando l’albero è stato troppo piegato, in precedenza, con corde cerebrali e funi ideologiche, nella direzione opposta a quella genetica e costitutiva della scrittura.
 

Quando, come e perché è iniziata questa “riapparizione” dei sentimenti nel romanzo? In quali esperienze significative di scrittura si è espressa e quali sono le varianti narrative che si sono imposte? Quali sono i rischi che il romanzo francese contemporaneo corre quando la ricerca e l’espressione dei sentimenti si fa, come accade oggi, in maniera tumultuosa e incontrollata, con una forte esigenza di originalità che ne temperi i rischi insiti nel sentimentalismo? È possibile una letteratura dell’equilibrio, una letteratura che possa vivere senza l’eccesso, una letteratura senza esasperazione, o per dirla diversamente uno spazio letterario liberato da questa eredità e, dunque, propositivo? Perché il sentimento, anche quello più esacerbato, resta anche un punto di equilibrio tra la leggerezza dell’emozione e la gravità della passione, che porta pure lo stesso nome. (Majorano)
 

 INDICE

 

Matteo Majorano, La forza discreta dei sentimenti
Matteo Majorano, La force discrète des sentiments
Marie Thérèse Jacquet, Pour une définition du “sentiment”
Philippe Adam, L’adieu aux larmes
Pierre Senges, Comment composer ses états d’âme?
Marinella Termite, “Du plus loin des sentiments” chez P. Modiano
Salvatore Pepe, C. Oster, sentimentale per vocazione
Mariella Soldo, C. Angot: un’esplorazione fisica dell’amore
Giusi Alessandra Falco, Sentimenti di scarto. V. Ravalec o dell’esclusione Da Cantique de la racaille a Wendy
Valeria Gramigna, L’écriture-monde : M. de Kerangal
Valerio Rota, Disegnare i sentimenti: i romanzi grafici di E. Baudoin

 

RECENSIONI

Fabio Libasci, « Il ritorno dei sentimenti, a cura di Matteo Majorano », Studi Francesi, 177 (LIX | III) | 2015, 632.

 

L’AUTORE

Matteo Majorano professore di Letteratura francese presso l’Università di Bari. Di formazione classica, si interessa, a partire dal 1990, di letteratura del presente ed è tra i primi ad introdurre, in Italia, la disciplina dell’extrême contemporain. Per promuovere questi studi ha creato, nel 2001, la collana “Margini critici” e, dal 2012, con Gianfranco Rubino, dirige la collana “Ultracontemporanea”, osservatoio delle scritture attuali.

Mercoledì, 18 Luglio 2018 09:53

Le sentiment végétal

LE SENTIMENT VÉGÉTAL. FEUILLAGES D’EXTREME CONTEMPORAIN
 

Marinella Termite.
Préface de Marie Thérèse Jacquet.
Quodlibet Studio. Lettere. Ultracontemporanea
 

ISBN 9788874626724
2014, pp. 224
140x215 mm, brossura

IL LIBRO

Pourquoi faire pousser un imaginaire végétal à l’époque de la rapidité et de l’immédiateté? Comment échapper aux pièges du virtuel et rendre solide la précarité? Loin d’une approche descriptive, symbolique ou fonctionnelle, la reconfiguration des ressources du végétal dans les lignes des écrivains d’aujourd’hui interroge de près le littéraire. Le sentiment végétal fleurit là où le vivant en danger ne peut se mettre à l’abri qu’en revenant au plus près de sa source. De l’herbier au bouquet, sans négliger l’impact avec les clairières, cette résistance met à l’épreuve la main verte de toute écriture. Elle explore sa capacité d’herboriser pour toucher l’authenticité de l’essentiel, garantie de la profondeur, propre au littéraire.
 

INDICE

 

Marie Thérèse Jacquet, Entre les feuilles

 

Dedicace

 

I. Racines

 

II. La main verte de l’écrivain

 

III. Herbier

 

1. L’écorce ou le toucher
2. Les pétales ou l’odorat
3. Le vert ou la vue
4. Le verger ou le goût
5. Le frisson des feuilles ou l’ouïe
6. La lymphe de la lumière

 

IV. Bouquet

 

1. Les arbres-livres
2. Plantes enracinées
2.1 Acacia
2.2 Bouleau
2.3 Chêne
2.4 Hêtre
2.5 Magnolia
2.6 Néflier
3. Plantes visionnaires
4. Plantes scripturales
4.1 Glycine
4.2 Flamboyant-Chêne-Glycine
5. Plantes curieuses
6. Plantes greffées
7. Plantes thérapeutiques
8. Plantes vénéneuses
9. Pour un bouquet sentimental

 

V. Clairière

 

VI. Branches

 

Bibliographie

 

1. Parterre critique

 

2. Allée des œuvres

 

 L'AUTORE

  

Marinella Termite poursuit ses recherches sur la littérature française actuelle à l’intérieur du Groupe de Recherche sur l’Extrême Contemporain (GREC) de l’Université de Bari. Elle a, entre autres, publié L’écriture à la deuxième personne. La voix ataraxique de Jean-Marie Laclavetine, préface de Marie Thérèse Jacquet (Peter Lang, Berne 2002) et Vers la dernière ligne, préface de Marie Thérèse Jacquet (B. A. Graphis, “Marges critiques/Margini criticiˮ, Bari 2006).

 

RECENSIONI

Eva Feole, « Marinella Termite, Le Sentiment végétal. Feuillages d’extrême contemporain », Studi Francesi, 177 (LIX | III) | 2015, 632.

Giulia Pacini, « Marinella Termite, Le sentiment végétal: feuillages d’extrême contemporain», The French Review, Volume 90, No. 1, October 2016, p.210.
 

LE SUJET ET L'HISTOIRE DANS LE ROMAN FRANÇAIS CONTEMPORAIN. ÉCRIVAINS EN DIALOGUE
 

Sous la direction de Gianfranco Rubino
Quodlibet Studio. Lettere. Ultracontemporanea
Critica e storia letteraria
 

ISBN 9788874627042
2014, pp. 144
140x215 mm, brossura

IL LIBRO
  

Depuis une trentaine d’années ou plus, de nombreux écrivains français assument l’Histoire comme objet ou comme contexte de l’intrigue de leurs récits. Un regard en arrière qui ne connaît pas de bornes. Tourné d’abord et surtout vers le XXe siècle, dont il vise les phases les plus significatives et les événements majeurs, il s’étend souvent bien plus loin, vers d’autres siècles, d’autres périodes, d’autres époques.

 Quelle est la relation qui se dessine ainsi entre le sujet écrivant et l’histoire ? Pourquoi un écrivain décide-t-il d’évoquer le passé ? Quelle est la logique qui lui inspire le choix d’une époque plutôt que d’une autre ? Comment se situe-t-il par rapport au présent, qui reste son horizon incontournable ? Quelle attitude manifeste-t-il face à cette histoire qui est à la fois processus factuel et mise en récit ? Quelle est la spécificité de l’écriture romanesque par rapport à la narration historique ?

 Ces questions ont été abordées à plusieurs reprises par des critiques. Mais il semble productif que ceux-ci les adressent également aux protagonistes mêmes de ce phénomène, à des écrivains, et non des moindres, dont les propos font la matière de ce livre dialogué.

 

INDICE
  

Interventions de Stéphane Audeguy, Laurent Binet, Frédéric Cathala, Colette Fellous, Hédi Kaddour, Laurent Mauvignier, Alain Nadaud, Emmanuelle Pagano, Lydie Salvayre.

 Introduites par Flavia Conti, Valerio Cordiner, Federico Corradi, Estelle Mouton-Rovira, Sabina Panocchia, Gianfranco Rubino, Paolo Tamassia, Martine Van Geertruijden

 

RECENSIONI

 Francesca Forcolin, « Le sujet et l’Histoire dans le roman français contemporain. écrivains en dialogue, sous la direction de Gianfranco Rubino », Studi Francesi, 178 (LX | I) | 2016, 174.

 

 L’AUTORE

Gianfranco Rubino a enseigné la littérature française à l’Università di Roma Sapienza. Il s’occupe surtout du roman des XXe et XXIe siècles, dont il a étudié histoire, thèmes, formes, auteurs, en lui consacrant des profils généraux, des travaux monographiques, des ouvrages collectifs, des articles parus en Italie et en France. Il a dirigé en 2012 le volume Il romanzo francese contemporaneo.

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