mercredi, 18 juillet 2018 13:34

Marie NDiaye, Niente di umano

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MARIE NDIAYE, NIENTE DI UMANO.

Con testo originale a fronte.

Introduzione e traduzione di Ida Porfido.

Tradurre. Edizioni B.A. Graphis, 2009.
 

ISBN 978-88-7581-134-1
 

 

Niente di umano è un’opera composta in occasione della quinta edizione del Festival Temps des Paroles, organizzato nel 2004 intorno al tema dei “fantasmi”. Due donne, Bella e Djamila, desiderano con forza lo stesso appartamento. Un tempo erano molto vicine, persino amiche. Ma una era ricca, l’altra no. Il passato, uno dei fantasmi dell’opera, impone il perseguimento di una rivincita. Così le due protagoniste si dilaniano sotto gli occhi di un uomo, Ignace, e le parole escono loro di bocca in maniera disordinata, delirante, misteriosa. E poi c’è la presenza di una strana bambina, la figlia di Djamila, “una piuma”, “un sospiro”, una corrente d’aria gelida, l’incarnazione di una tenera infanzia o di una cattiva coscienza...


Marie NDiaye è autrice di romanzi, racconti, opere teatrali e libri per ragazzi. Ha cominciato a scrivere molto presto e, a soli diciassette anni, ha pubblicato il suo primo romanzo, Quant au riche avenir, riscuotendo i consensi della critica. Tuttavia, è con Rosie Carpe, del 2001, che ha ottenuto un ampio e indiscusso succeso, tanto da aggiudicarsi il Prix Femina.
Benché considerata un’autrice di opere in prosa, Marie NDiaye ha scritto anche numerosi testi teatrali, tra cui Papa doit manger, nel 2003, che ormai figura nel repertorio della Comédie Française. Nel 2009 ha vinto il premio Goncourt.

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